Citazione

giovedì 18 luglio 2013

Pacific Rim (Guillermo Del Toro)

Robottoni che picchiano mostri giganti.

Siete nati prima del 1970?

Siete cresciuti a suoni di Goldrake, Mazzinga, Jetta Robot, Gundam, Jet Robot, Gaiking, Daitarn 3, Daltanious, Vultus 5, Astrorobot e via dicendo?

Gozzilla vi dice niente?

Se la risposta è sempre stata qualcosa tipo "sì, cazzo!" allora questo è il film definitivo. Dopo Pacific Rim il cinema può finire. Nulla avrà più senso.

La trama è stupida e pure contradditoria? Avete letto, la prima riga? ROBOTTONI CHE PICCHIANO MOSTRI GIGANTI. Il resto è un mero dettaglio, un collante fra scene in cui ROBOTTONI e MOSTRI GIGANTI si scambiano PAPAGNE ENORMI.

Le chicchiere stanno a zero. Avrò 7 anni fino al prossimo mese. Guillermo Del Toro Re di Hollywood!

Sì, avrei potuto scrivere qualcosa di più, sicuramente di migliore, ma il sunto è che CI SONO ROBOT CHE PICCHIANO MOSTRI GIGANTI. E che sembrano robot veri, con le scritte un po' sbiadite, con le ammaccature, un po' usati insomma, come quelli con cui abbiamo giocato per anni.

mercoledì 17 luglio 2013

il sonno della ragione...

Era parecchio che non mi capitava. Intendo escludendo coliche e problemi notturni altrui che ti tengono sveglio artificialmente. Più o meno da quando ho capito che prendere non più di 1-2 caffè al mese mi rende sensibile alla caffeina. Per cui bastava bere più di un bicchiere di frizzantino della Georgia (sì, dai, la bibita con la lattina color babbonatale), per dire, per non dormire. 

La causa, questa volta, penso sia stato il tiramisù. Accecato dal demone della gola mica avevo fatto mente locale e ne ho ucciso a morsi un bel po'. Molto buono. Ne vorrei un po' anche ora. Ma forse non è proprio il caso.

E quando non dormo, mi giro e mi rigiro nel letto, in uno stato di veglia misto a sonno, in cui la mente genera mostri, solitamente entrando in agghiaccianti loop inverosimili quanto fastidiosi. Questa volta ero alle prese con una partita di cocaina che cercavo di nascondere spostandomi e rigirandomi nel letto e passando dal lato destro al lato sinistro del cuscino con il cugino di Tony Soprano a dirmi ogni volta "così si vede, se ti beccano gli sbirri finisci in galera e se ti beccano i narcos ti fanno un culo così".

E devo ammettere che non è nemmeno il più insensato loop in cui mi sono smarrito se posso addirittura descriverlo a parole. Solitamente mi perdo in immagini stressanti, sempre le stesse che mi obbligano a panarmi nel letto, assolutamente prive di senso al di fuori dello stato di sonno-veglia. I loop si cibano delle ansie fresche di giornata. Ricordo vagamente un loop a base di zombie dopo aver recuperato 2 stagioni di Walking Dead in 3 giorni ma di solito è sempre roba più di sonno che di veglia.

Basta fermarsi, leggere qualcosa, bere e tutto torna al posto giusto. Questa volta no, il loop è più di veglia che di sonno. E sul comodino ho l'ultimo di Saviano sulla cocaina, quindi andrei a nutrire il mostro, mi sà.

Una volta funzionava scrivere i Racconti Metropolitani per il blog. Ora non lo so, è tanto che non provo, ma quest'idea aggiunge allo stress anche un senso di colpa. Un'altra attività non conclusa che si è accumulata a tante altre: finire il trasloco del blog. E le sedie da ridipingere, il tavolo da ridipingere, i tarli da eliminare, il fascione della cucina da riparare, le finestre da sistemare, l'idraulico da chiamare, amici a cui telefonare, la barba da sistemare, le piante da curare... e fuori albeggia mentre una zanzara esige il suo tributo di sangue su un alluce. Troppo pigro, troppo stanco per fargliela pagare. Sfatto è il termine più corretto per descrivermi al momento.

Ma c'è un tiramisù che mi aspetta. Almeno la giornata non inizia così male.

venerdì 28 giugno 2013

Ciclorumentismi #17

Looisona se n'è andata.

In disgrazia.

Non ne potevo più. Scarsa qualità dal veicolo, sfiga, incuria, maledizioni, non so la causa, ma si sono rotte troppe cose e troppo spesso.

Segue elenco degli acciacchi di Looisona in 12 mesi:
  • Bucata una gomma. E vabè. Però con una gomma antisfondamento con strato in kevlar. E senza spine, chiodi o altro;
  • Rotto il cambio dopo un infinito calvario per regolarlo;
  • Rotta la forcella anteriore. E qui c'entra poco Looisona e un po' di più una caduta;
  • Rotta la centralina del motore. Già, perché la Looisona era una bici a pedalata assistita;
  • Sostituite catene interne del motore;
  • Fatto riparare il motore perché s'era svitata una vite;
  • Squarciata la gomma posteriore per colpa della dinamo delle luci che si era bloccata (!);
  • Ruota posteriore spesso fuori asse;
  • Catena con il vezzo di uscire dalla corona;
  • Luci fulminate.
Sì, ho avuto TANTA pazienza.

Looisona non c'è più, rimpiazzata dal Dr. Scott detto anche Scotti. La differenza fra i velocipedi è quella che passa fra una 126 e una Micra di ultima generazione: migliore sotto ogni punto di vista.

C'è però il problema del cambio di assetto, da bici da città con manubrio all'olandese e una sella più comoda del mio letto, sono passato ad una ibrida con assetto da mountain bike e sellino rigido. 

E ora ho male all'osso sacro.

giovedì 20 giugno 2013

Ciclorumentismi #16


9°-10° km


Verde!

A questo punto due possibilità Farmi una ciclabile lenta, schivando cani, foglie, arbusti, o andando un po' più al galoppo ma in strada?

Sempre più spesso opto per la seconda possibilità che, fra l'altro, è quella più sicura oltre che veloce. Purtroppo la ciclabile implica sali scendi, ostacoli, percorsi più complicati benché nel verde e soprattutto i temutissimi vecchi coi cani. Qui, nello specifico, si tratta di cani giganteschi che scorrazzana a piede libero. 

Il tragitto su strada è abbastanza lineare e poi non ci passa praticamente mai nessuno.

Spesso incontro un anziano ciclista in questo tratto. Capelli e barba bianchi, abbigliamento tecnico, bici sportiva e vissuta. Ci salutiamo. E poi lui mi dà la consuenta pista, senza fatica e col sorriso. Gli arranco dietro finché posso e poi arrivederci a tutti.

Dopo il tratto stradale mi ricollego alla ciclabile, attraverso il fiume e mi butto giù verso i prati fiscali, rigorosamente su un marciapiede. Un marciapiede bombardato. Poi si arriva al temutissimo sottopasso pedonale.

Trattasi di un'utile struttura che serve per non farsi uccidere attraversando due grosse e trafficate arterie che però al calar delle tenebre si trasforma e diventa teatro di una serie di avvenimenti che lasciano segni tangibili visibili a noi utenti diaurni.

Approcciando la prima rampa viene spontanea una domanda: "ma quanto cacano le mignotte?". A giudicare da questo microcosmo, la riposta è "molto". Ma come sappiamo che si tratta di esseri umani? Perché ci sono pure fazzoletti sporchi di materia fecale. E come sappiamo si tratta di passeggiatrici? Dalla quantità di preservativi usati presenti al suolo. Goldoni normali l'inverno ma che col bel tempo sembra che quelli alla fragola vadano per la maggiore. Ma oltre a  cacca e profilattici ci sono anche segni di guerre a suon di bottigliate. Il risultati sono temibili cocci di vetro. E poi ogni tanto trovi qualche sorpresa diversa... per un periodo, ad esempio, c'era una confezione di plastica, di quelle dove nei supermercati mettono i pachino, con dentro una cacata gigante.

Bene. Superiamo la prima rampa e entriamo nel tunnel. Il tunnel viene lavato e pulito dai mezzi della nettezza urbana. Solo il tunnel. Le rampe no. A metà dello stesso prendiamo l'uscita, una lunga salita che ci porta in una sorta di sputo di area verde fra le due grosse strade. 

Qui il panorama è bucolico. Al più si trovano resti di giornaletti porno all'apparenza anni 90 e si avanza in questo micro boschetto, fino al secondo tunnel. Questo è pulito. E non puzza. Mistero. Tornato in superficie sono a un passo dalla meta che raggiungo con poche difficoltà.

sabato 25 maggio 2013

Roma By Night

Giro a Roma in notturna.
Pure sotto i ponti.

Solitario nella notte

Coppie

Pensa e rifletti

Saluti da Castel Sant'Angelo

San Pietro, Scie e spregio del pericolo

Thron Legaci

Fly Me To The Moon

venerdì 24 maggio 2013

la società dei magnaccioni

Sono stato una cena elettorale del PD. Non me ne vergogno, ero lì per mangiare a sbafo... in tempi di crisi torna tutto buono.

La cena in un agriturismo scomodo, collegato ad una strada brutta da una stradina sterrata. Pioveva pure.

Ci siamo presentati vestiti normali ma, ovviamente, c'era delle gente evidentemente overdressed. Signore super radical, dei puttanoni rifatti con tacchi che penso non siano a norma, i soliti vecchi caconi impomatati e stirati, una manciata di burinoni e un po' di gente normale.

Alla signore bene sarà sembrato tutto così pittoresco, tipo gli schizzi di fango sui vestiti che fa così ethno, ma non è questo il puno.

Il punto non è nemmeno la cena in sé, civile, escludendo un vino iracheno (nel senso di estratto dal sottosuolo del medioriente da alberi preistorici liquefatti) e un pollo secco, ma così secco, che la parola secco non riesce a rendere l'idea.

Il punto non è nemmeno che, a parte un manipolo di leccaculo, erano tutti lì per scroccare una cena.

Il punto vero è la pochezza dei cosiddetto candidati. I due, maschio e femmina, sono stati presentati da uno che si è vantato di essere reatino, di essere in parlamento e di essere oramai un politico da provincili, lasciando intendere che i politici da comunali possono solo che baciargli i piedi, lui è di un'altra razza.

Il primo, il maschio, con nome di una nota casa automobilistica (no, non è Fiat e nemmeno Toyota), fa un discorso che non abbiamo capito. Diceva un sacco di volte "insomma" e "cioè". E basta. Incapace di parlare in pubblico, ma dico, Cristo, è la cena elettorale, ci sono 300 persone che potrebbero votarti, ma preparati due cazzate da dire bene, no? No. Poi passa a stringere mani. A noi dice "Mi raccomando" gli rispondo "No, sono siamo noi che ci raccomandiamo, soprattutto per loro" e indico una bimba di 2 anni. Lui mi guarda fa spallucce "... beh... i miei tanto so' grandi" e se ne va. 

"ho una cena in centro" dice. Come a sottintendere, che oltre alle colonne d'Ercole ci mangiamo noi stronzi.

Poi arriva lei. Stringe mani. Si chiama come Macho Man. Fa un discorso lunghissimo ed estenuante che tocca i seguenti punti: lei, la periferia, i trasporti, lei, il turismo, lei, il degrado, lei, votatemi. E l'ultimo è l'unico passaggio a senso compiuto, il resto è un assurdo stream of consciousness senza né capo né coda, infinite subordinate aperte e mai chiuse. Sappiamo però che a 24 anni già se la comandava nel partito, che ne ha 33, che è brava, che abita in periferia.


Il giorno dopo abbiamo pure saputo che è la concubina di Franceschini.

Solo il ricordo di tutto questo mi ha così indisposto che non voglio nemmeno rileggere. Ve lo beccate così. Con tutti gli orrori del caso.

martedì 30 aprile 2013

Ciclorumentismi #15

8° km

il tratto terminale della ciclabile lungo la tangenziale è in leggera salita, anche se sembra in discesa. La pista è più stretta e scivolosa e non so perché. Fatto sta che qui una volta mi sono quasi ammazzato. Ma non era colpa mia. C'era uno che tagliava le foglie. Con un tagliaerbe. Ed è spuntato all'improvviso. E per terra solo erba tagliata e umida.

Ma torniamo al percorso. La ciclabile si stringe ad una corsia e termina con il semaforo che vorrebbe farmi attraversare via Salaria. E' il semaforo più lento del mondo. E il traffico è quasi sempre in piena. Può scattare il verde ma le macchine ferme davanti ostacolano comunque l'attraversamento.

L'attesa al semaforo è uno di quei momenti del tragitto che mi rende fiero della scelta di cambiare abitudini di trasporto. La gente in macchina è incazzata, aggressiva, scattosa. Te ne accorgi da come cercano di ammazzarti, a prescindere dalla luce del semaforo, perché sei semplicemente un ennesimo ostacolo che li separa dalla loro destinazione. Lo so perché è successo anche a me, tante e tante volte... e comunque poi riesco ad arrivare dall'altro lato in tempo per mettermi in attesa dun altro incrocio.

Eh già, questa tratta è lenta. Tante attese. Semafori lunghi.....

mercoledì 24 aprile 2013

Ricorrenze




Muore un porco fascista alla vigilia della festa della Liberazione.

Mi piacerebbe prenderlo per un buon segno.

lunedì 22 aprile 2013

Genio

A me piacerebbe metterla giù più elegantemente, più seriamente, più ganzamente. Insomma, fare un'analisi come fanno quegl'altri, dire la mia e suscitare un dibattito al riguardo. Mi piacerebbe. Ma non lo so fare. Sia perché non lo so proprio fare di mio, cioè non ci arrivo proprio intellettualmente, sia perché ho un'immagine che mi turba. 

E non riesco a trovarla perché Gugol travisa il senso delle mie chiavi di ricerca. E questo me la stampa ancora più in testa. E mi blocca.

L'immagine è Funari che sventola un cartone della pizza davanti alla telecamera dicendo "'a situazzione de 'i'Itaija". E sul cartone un bellissimo stronzo di cane.

Fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione. Aggiungerei capacità di sintesi.

E' in questi momenti che mi manchi, Gianfra'!