Citazione

martedì 26 gennaio 2010

bamboccioni


Brunetta vuole cacciare i diciottenni di casa. Per farlo propone di togliere soldi ai padri per dare ai figli la clamorosa cifra di 500 euro al mese per uscire di casa.

Ad essere onesti, non servono soldi per uscire di casa. Ammettendo di avere già una valigia, basta aprire la porta e il gioco è fatto. Il problema è rientrarci in una casa, intendo un’altra casa eh!

Analizziamo le possibili soluzioni:

1. Parassita. Impiega i 500 euro per affittare un posto letto per poi gravare sulle spalle di mamma e papà per la sopravvivenza spicciola nell’attesa di trovare un lavoro che gli permetta la sopravvivenza. La cosa potrebbe essere difficile se decidesse anche di voler studiare.

2. Fai da te. I primi 500 euro li spende acquistando alcuni libri libri, un po’ di quotidiani, una torcia elettrica, una coperta e una scatola di cartone. I quotidiani serviranno, oltre a farsi una cultura, da imbottitura contro il freddo, la scatola come pratico giaciglio portatile. I libri per passare il tempo. I soldi avanzati saranno utilizzati per mangiare. Il mese successivo si potrà comperare un materassino gonfiabile, altri libri, altri quotidiani. E via così! I vantaggi di questa sistemazione è che prevede degli introiti extra (elemosina) e un sacco di tempo libero! I più furbi escono di casa in primavera inoltrata.

3. Viveur. I 500 euro verranno in parte impiegati per l’acquisto di una collanina e l’ingresso in una discoteca esclusiva. A quel punto prende di mira la prima single studentessa fuori sede, tenendo bene a mente che più è cozza e meglio è, ci flirta e le strappa un appuntamento per la sera successiva. Iil giorno dopo la porta a cena in un ristorante esclusivo e le dà appuntamento per una passeggiata il giorno dopo dove si presenta con un bel mazzo di fiori. A quel punto è fatta: lei lo inviterà a casa sua dove, usando la collanina come grimaldello, si stabilirete. I 500 euro saranno poi utilizzati per ulteriori regalie da centellinare con cura.

4. Viveur Acrobatico. Come il viveur ma capace di tenere i piedi in più staffe per dar l’idea di non essere uno scroccone schifoso.

5. Genio. Si prende i 500 euro e si stabilisce a vivere dalla nonna materna. La nonna materna ha un cognome diverso, è notoriamente ben più servizievole di mamma e papà ed elargisce mance con maggiore frequenza.

venerdì 22 gennaio 2010

congiunture


Sabato consegnano la cucina, la settimana è iniziata con quest’adagio. Mercoledì il giorno di svolta, perché oltre all’avvio dei lavori di rifacimento del devastato manto stradale sotto casa, sarebbe arrivato il sopralluogo finale dell’Omino delle Cucine (OdC). I lavori di rifacimento sono una figata: fanno togliere tutte le macchine e per un giorno sembra di abitare in pieno centro storico.

Non divago, arriva l’OdC e dà l’ok, si complimenta per la precisione certosina di esecuzione dei lavori ma purtroppo, nel frattempo, accade un imprevisto: i mezzi pesanti impegnati nel rifacimento del manto stradale sono, come già detto, PESANTI... e questo loro essere PESANTI provoca lo sprofondamento di parte della strada. Niente di grave. Un paio di voragini profonde 3 metri.

Questo banale incidente ingenera panico. La strada viene transennata e bloccata per 300 metri (casa mia perfettamente al centro), le macchine tolte, vietato l’accesso ai veicoli più pesanti di un maschio di Homo Sapiens Sapiens adulto e sovrappeso.

Aspetti positivi:
1. sembra ancora di vivere in pieno centro storico, anzi, visto dall’alto lo spettacolo è davvero surreale: sembra una di quelle foto vecchie in cui le metropoli mostra ancora il loro aspetto paesano, con le strade dissestate o non asfaltate e la gente che cammina al centro della carreggiata o chiacchiera a gruppetti qua e là;
2. un silenzio bellissimo.

Aspetti negativi:
1. sabato non consegnano più un’emerita fava. L’OdC (fortunatamente testimone del tutto) ha dichiarato “non mi è mai successa una cosa simile in tanti anni di carriera”;
2. non è data sapere la durate dei lavori. Si parla di un giorno, si parla di 3 (TRE) mesi. Quel che è certo è che da Mercoledì a Venerdì non s’è mossa una foglia;
3. ho una pila di panni da lavare che sembra il golgota.

Mi sento fortunato.

martedì 19 gennaio 2010

revival


Ciclicamente assistiamo al revival degli anni 60, 70, 80 e non è una novità. Più concretamente il revival è un modo per riciclare l’immondizia degli anni passati chè il tempo, si sa, guarisce tutto. Ecco infatti riproposti artisti che, fortunatamente erano morti e sepolti. Riciccia il Gioca Jouer, Riciccia Sandy Marton, Ricicciano i Righeira, i Cugini di Campagna, Vannelli, i Tavarez, si ricominciano a sentire hit come Enola Gay, Small Town Boy fino al peggio del peggio del peggio raschiato fuori da scheletri assai ben nascosti in armadi di cui ci eravamo voluti dimenticare. Il revival è, ovviamente, a 360°... ed ecco il revival politico. Vogliano ridarci da bere la Milano da bere... Ed ecco che, come fu per Alvaro Vitali o Reitano, si rivaluta pure Craxi.

Viva Bettino perché siamo stati cattivi con colui che fu innegabilmente un grande statista e perché alcune macchie non possono offuscare le tante opere buone. Grande statista fu detto anche di Mussolini nel pieno di quel periodo in cui il revival voleva il fascismo decisamente cool, sexy e à la page. Poi, passati i pruriti moderecci, Benito fu ributtato nell’abisso della storia che merita, bollato nuovamente come “male assoluto” e dimenticato. Finito il revival anni 80, probabilmente anche Bettino tornerà ad essere chiamato latitante.

Nel frattempo è bene ricordare questo episodio:

Il 29 aprile 1993, la Camera dei Deputati negò l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti provocando l'ira dell'opinione pubblica e facendo gridare allo scandalo numerosi quotidiani. Nella stessa aula, seguono momenti di tensione, con cui i deputati della Lega e del MSI gridarono "ladri" ai colleghi che avevano votato a favore di Craxi. Alcuni ministri del governo Ciampi si dimisero in segno di protesta

lunedì 11 gennaio 2010

ritorno al futuro


Il futuro, è noto, riserva sempre sorprese, sappiate per esempio che spendendo una cifra che viaggia attorno agli 8.000 dollari potete portarvi a casa un Roxxxy.

Cos'è un Roxxxy? Stando ai banali numeri è un elettrodomestico un po' ingombrante (1 metro e 73 di altezza e 54 kg di peso) ma i numeri, si sa, non sono tutto. Roxxxy è “un androide dotato di intelligenza artificiale e pelle sintetica. Ti parla, ti fa compagnia, va a dormire. Stiamo cercando di replicare la personalità di una persona”. Si, state pensando alle persone anziane che hanno bisogno di compagnia ma state sbagliando. Roxxxy è una curiosa evoluzione del concetto di “bambola gonfiabile”.

Fate mente locale, parliamo di un pupazzo di un metro e settanta, totalmente personalizzabile (pelle, capelli, misure, colori, corredo, ...), ricco di orifizi, che parla, ti fa compagnia e va a dormire (?) pur non essendo capace di muoversi autonomamente. Come sempre c'è di più, infatti di Roxxxy non si personalizza solo la carrozzeria ma anche gusti e passioni. Tipo, se ti piacciono le auto, gli scienziati inventori di cotanta meraviglia, ti venderanno una Roxxxy esperta e appassionata di automobili!

Immaginate di pagare 8000 soldi per vivere un incubo come questo.

E nulla si sa riguardo alla durata delle batterie!

Fonte: Repubblica

mercoledì 23 dicembre 2009

mah


Dite che sono troppo aristocratico, dite che sono troppo contadino, dite che sono troppo stronzo (curioso, ho cercato dei sinonimi di stronzo e non ne trovo di decenti), ma a questo punto della mia vita non m’interessa più di un sacco di cose, non m’interessa più di un sacco di persone, non m’interessa più di un sacco di opinioni. Ad esempio l’ammirazione dei superiori è proprio qualcosa che non mi riguarda più. È strano, attorno a me vedo gente che venderebbe la madre pur di ottenere quel minimo di considerazione da parte del proprio capo. Alcuni la madre, povera lei, l’hanno effettivamente venduta (dopo la dignità, la faccia, la vergogna e almeno un paio d’orifizi non resta effettivamente che la mamma).

Mi piacerebbe aver studiato psicologia per capire cosa può passare nella testa di una persona per spingerla ad umiliarsi così tanto da iniziare a guardare il proprio superiore con gli occhi a forma di cuore. In molti casi andiamo spesso ben oltre alla stima umana e/o professionale, si approda infatti alla baia del più profondo servilismo. Attenzione, non confondere mai servilismo con leccaculismo. I leccaculo sono personaggi con tanto pelo sullo stomaco che calcolano vantaggi e svantaggi sporcandosi il meno possibile. Il leccaculo è intelligente, scaltro e privo di dignità. Il servo è stupido e si sporca fino al più profondo svilimento umano (e professionale) conservando, e questo è curioso, un’altissima stima di sé stesso e del proprio oggetto di culto.

Ecco, io questi proprio non li capisco. Sarà che sono troppo aristocratico, contadino o stronzo.

lunedì 21 dicembre 2009

abominio!


E' una cosa un po' vecchia... ma fa sempre ridere:

Tempo fa un NOTO RELIGIOSO, dalle onde radio di Radio Maria, ha risposto ad un ascoltatore che l'OMOSESSUALITA' E' UN ABOMINIO, perché a dirlo è la BIBBIA (Levetico, 18,22).

Un ABOMINIO CHE NON PUO' ESSERE TOLLERATO IN NESSUN CASO.

10 giorni fa quello stesso ascoltatore ha scritto questa lettera al NOTO RELIGIOSO...

Caro sacerdote, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore.
Ho imparato davvero molto dal suo programma, e ho cercato di condividere tale conoscenza con più persone possibile.
Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio.
Fine della discussione.
Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.

Vorrei vendere mia figlia come schiava, come prevede Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?

Quando do fuoco ad un toro sull’altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Levitico 1.9). Il problema è con i miei vicini. Quei blasfemi sostengono che l’ odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?

So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Levitico 15:19-24). Il problema è: come faccio a chiederle se ce le ha oppure no? Molte donne s’offendono.

Levitico 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?

Un mio vicino insiste per lavorare di sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?

Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un abominio (Levitico 11:10), lo è meno dell’omosessualità. Non sono d’accordo. Può illuminarci sulla questione?

Levitico 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all’ altare di Dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere. La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c’è qualche scappatoia alla questione?

Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Levitico 19:27). In che modo devono esser messi a morte?

In Levitico 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?

Mio zio possiede una fattoria. E’ andato contro Levitico 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. È proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Levitico 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?

So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondermi a queste semplici domande.
Nell’occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che i comandamenti sono eterni e immutabili.
Sempre suo ammiratore devoto.”

venerdì 18 dicembre 2009

c'era una volta...

... un’osteria di quartiere, vicino piazza Mazzini a Roma che si chiamava Cacio e Pepe. In quest’osteriola volevo andarci da tempo, tanto tempo. Dopo anni finalmente sono riuscito a metterci piede.

Si comincia con la scelta del tavolo. Dentro o fuori? Fuori ci sono un po’ di tavoli, un tendone e quei funghi a gas per fare calore... “volete stare fuori o dentro” “beh, visto il freddo preferiamo dentro...”. Dentro ci sono 3 tavoli, spazi angusti, puzza di cucina e gas ma soprattutto un freddo pinguino, ma freddo freddo, roba che ti si blocca la digestione e muori. Ormai è fatta. Che volete da mangiare? Abbiamo questo, questo e quest’altro. Ok, portaci questo e quest’altro. Che poi questo sarebbe un piatto di fusilli ai carciofi, funghi e pancetta (anche se a Roma sarebbe più appropriato il guanciale...) e quest’altro è un piatto di spaghetti cacio e pepe.

Tempo 2 minuti e mi viene recapitato il piatto di fusilli. Di ieri. Riscaldati male, molto male, e con 3 chili di formaggio sopra. Duri e tiepidini ma saporiti. Mangio. 15 minuti dopo arriva la pasta cacio e pepe. Buona. Anche se le porzioni non sono proprio da osteria di quartiere quanto da locale per fighetti abituati ai 4 salti in padella findus e che vogliono provare l’ebbrezza della cucina popolare. Provo ad aggiungere una patata forno. Arriva un triste e scarso piattino di patate ricotte e pregne di olio di basso lignaggio. 

Permettetemi una parentesi per stigmatizzare la pessima abitudine di servire la pasta già formaggiata, segnatevelo, c’è un unico motivo per cui questo viene fatto: coprire il sapore di qualcosa che giace in quel piatto (o in qualche anfratto della dispensa... o sul pavimento della cucina) da troppo tempo. E poi a me il formaggio sulla pasta nemmeno piace e mi fa pure male.

Comunque, nel frattempo entrano una coppia di fastidiosi pariolini dicendo “no no, andiamo fuori che è più caldo” e la cameriera “sissì, lo sappiamo anche noi CHE FUORI E’ PIU’ CALDO, anche se NON DICIAMO MAI NIENTE”. 

Non descrivo il teatrino pietoso che si è messo in moto nel momento in cui abbiamo richiesto e preteso la ricevuta... Anzi, se c’è qualche finanziere o amico di finanziere in ascolto, vada pure a colpo sicuro, è una soffiata certa!

Io non sono uno di quelli che fanno casino nei locali. Quei personaggi infausti che s’incazzano coi camerieri e fanno scenate con l’unico risultato di mangiarsi le scorie ligneo fisiologiche del cuoco (perché, sappiatelo, è così che finisce ogni diatriba con un ristoratore) mi stanno pure un po’ antipatici. Sapete quelli tipo “cameriere, io ho chiesto una pizza col pomodoro, questa è una pizza col sugo” o quelli “cameriere, questo filetto non è cotto bene, vede, qui è color carne, a me la carne fa schifo, io lo voglio CARBONIZZATO”.

Io abbozzo, riduco il menù all’indispensabile. Non do la mancia. Pretendo lo scontrino e me ne vado meditando di dare fuoco al ristorante e poi mi limito a parlarne male. Eh, si! Mi fai mangiare immondizia fritta, ma io quante te ne dico! E faccio anche di peggio, sapete? Già. Non mi faccio più rivedere, io!

Insomma, bocciato, fortissimamente bocciato. E guai a voi se provate ad invitarmici o a metterci piede se non per una cena proletaria.

lunedì 23 novembre 2009

real life adventures



Vi è mai capitato di dover togliere un termosifone? A casa Rumenta succede anche di questo.


Avevamo deciso di toglierlo nella seconda metà di ottobre, prima che accendessero i riscaldamenti.

A sorpresa, il 15 di ottobre, scopriamo il radiatore caldo. Veniamo quindi a sapere che le vecchie del pianterreno, notoriamente rettili e incapacitate a sopportare temperature anche di poco inferiori ai 30 gradi centigradi, hanno fatto girare un foglio ESCLUSIVAMENTE (e di nascosto da figli, badanti, nipoti e animali domestici) fra i condomini ottuagenari per raccoglierne le firme. Il foglio così autografato è stato poi utilizzato per richiedere l’accensione anticipata dell’impianto di riscaldamento.

Poco male, mi fa sapere il Valoroso Amministratore di Condominio (di seguito VAC), basta dirmelo e io, per un giorno e con la sola imposizione delle mani, faccio staccare il riscaldamento. Ok. Ci mettiamo d’accordo con l’idraulico che ci fissa il giorno dell’intervento. Si chiama il VAC e ci sono problemi. Per staccare la caldaia non basta l’imposizione delle sue mani ma occorre chiamare un’Apposita Ditta (di seguito AD) che, dietro pagamento, si occuperà di spegnere la caldaia, svuotare l’impianto (appena 4, dico QUATTRO, ore richieste) e poi, a lavori finiti di riattaccare tutto. “Voi” dice “preoccupatevi solo di avvertire, tramite cortese cartello in androne, i condomini, per il resto ci penso io”.

Prepariamo il tutto. Un gustoso cartello di avviso fiananco dotato di simpatico (e cortese) cestino pieno di caramelle e dolci. Arriva il giorno fatidico. L’AD doveva arrivare fra le 7.30 e le 8. L’idraulico alle 10 per iniziare a spaccare il muro e staccare il termosifone alle 12, ad impianto vuoto. L’AD si paleserà, dopo diverse chiamate di sollecito al VAC, solo alle 10, cinque minuti prima dell’arrivo dell’idraulico. L’idraulico si incupisce, passa 30 minuti a spaccarci il muro e poi se ne va offeso dichiarando che sarebbe tornato alle 15 per finire il lavoro.

Ora state attenti, perché la trama si fa più avvincente di quella di un videogioco, altro che Tomb Rider, Alone In The Dark e Monkey’s Island.

Per superare con successo l’operazione “spegni la caldaia” basta premere un pulsante. Fatto.
Per superare con successo l’operazione “svuota la caldaia” basta premere un altro pulsante. Fatto.
Per verificare che l’operazione stia avvenendo con successo e che la caldaia sia davvero spenta occorre accedere a un non meglio precisato vano sito nella terrazza condominiale. L’accesso a suddetto vano è impedito da una porta. Chi ha la chiave della porta?

1. Tutti i condomini.
2. Solo il VAC.
3. Nessuno.
4. La porta è un effetto ottico dovuto a una percezione parallattica errata.
5. La domanda è mal posta.
6. Non sa, non risponde.
7. Nessuna delle risposte precedenti.

È poco importante cosa scegliereste voi, l’Omino della Caldaia (di seguito OC) sceglie la 7. Come una provetta Lara Croft si lancia all’esplorazione e trova, nel vano caldaie del pian terreno, la chiave. A questo punto salva il gioco. Manda un paio di mail in giro per bullarsi con gli amici e scompare al grido “E’ tutto a posto”.

Quattro ore dopo si rimaterializza l’OC. “Mi è venuto un dubbio... non è che la caldaia si è riattivata?”. So che state pensando. Avete in mente un pensiero tipo: “che cazzo di super professionista che hai trovato!”. Orbene, l’OC va ad indagare... e scopre che, in effetti, il suo sospetto è fondato, la caldaia, dopo essersi svuotata si sta riempiendo nuovamente!

Cos’è successo? Torniamo a Lara Croft che rinviene la chiave. Ci siete? Succedeva poche righe fa.
L’OC trova la chiave, sale fremente i cinque piani di scale, infila la chiave nella toppa e scopre, orrore, che la chiave non è quella giusta. Cos’è successo? Mesi fa il VAC aveva fatto sostituire la serratura e, attenzione, non aveva pensato si distribuire dei duplicati o, per lo meno, a sostituire la chiave poi rinvenuta dall’OC.

E che cosa fa l’OC? Fa spallucce e pensa “vabè, tanto che può succedere?”. E va via.

Inizia una ricerca frenetica della chiave. Il VAC, come da tradizione, scompare, è irreperibile, nascosto nel più profondo buco sotterraneo. Chi altri può avere la chiave? Sicuramente quello dell’ultimo piano. Si suona alla porta, si citofona, si risuona alla porta, si citofona. Niente. Niente. Niente. 

Le speranze sono perse, sapendo che la moglie del tipo dell’ultimo piano deve per forza essere in casa, si ricomincia ad insistere sul citofono. A un certo punto, il portone viene aperto... Si va a bussare alla porta di casa. Minuti. Ad un certo punto la più che rincoglionita donna apre la porta. Tentenna. Non vuole cedere la chiave. Fa domande capziose circa la necessità tecnica di accedere ora e in quel momento a un vano caldaie che, a detta sua, è inesistente. Alla fine molla l’osso.

Ora ci sono due buchi grossi così nel muro della cucina.

venerdì 20 novembre 2009

suicide solution


Non vorrei essere ripetitivo, ma qui abbiamo dei carabinieri che filmano e ricattano, un pappone che muore di overdose e un travestito testimone importante che curiosamente muore carbonizzato.

Non grido al complotto perché di sicuro Brendona è morta per:

1. Incidente domestico: pulire i vetri con lo spirito e la sigaretta in bocca non è un’idea geniale;
2. Dramma della solitudine: si addormenta gonfia di alcol con la sigaretta in bocca sul suo bel letto di paglia;
3. Enigma scientifico: autocombustione;
4. Dramma della povertà: una scintilla dello zampirone con cui scaldava è finita sui giornali usati per ripararsi dal freddo;
5. Protesta pro Tibet: si è cosparsa di benzina e si è data volontariamente fuoco;
6. Punizione divina: era del colore sbagliato, di sesso incerto e conduceva una vita lasciva trascinando sulla strada delle perdizione anime innocenti come Marrazzo.

Insomma, prima di pensare che l’abbiano suicidata ce n’è di ipotesi da vagliare.

martedì 17 novembre 2009

miracoli


La notizia del giorno è che buona parte dell’8x1000 destinata allo Stato è finita ai preti. I lettori affezionati di questo inutilissimo blog già avevano letto qualcosa in proposito.

Tanto per mettere il dito nella piaga ricordo anche alcuni dettagli circa le agevolazioni di cui gode zi’ prete:

1. I fabbricati destinati in via esclusiva all’esercizio del culto e le relative pertinenze sono esenti dal pagamento dell’ICI (Imposta Comunale Sugli Immobili). Dal 2007 l’esenzione di estente anche a tutti gli altri immobili di proprietà della Chiesa purché una parte della struttura sia destinata ad attività religiose. In pratica se in un ostello gestito da monache c’è una cappella dedicata a Santa Pupa, l’ostello non paga l’ICI.

2. I preti non pagano l’IRPEF, ovvero, le retribuzioni, di qualsiasi natura, le pensioni e i TFR pagati dalla Chiesa (intesa sia come Santa Sede sia come ente centrale della Chiesa sia come ente gestito dalla Santa Sede) sono senti dall’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche e dall’imposta locale sul reddito.

3. Lo stipendio dei sacerdoti della Chiesa Cattolica non costituisce base imponibile, in pratica non è conteggiato ai fini dell’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive). Da notare che il TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) prevede che gli enti religiosi, per determinare il proprio reddito d’impresa, deducano, per ogni membro prestante opera nell’attività commerciale imponibile, un importo corrispondente all’ammontare del limite minimo annuo previsto per le pensioni corrisposte dal Fondo pensioni dei lavoratori dell’Inps. Questo vuol dire che si pagano pochissime o niente tasse quando un albergo di proprietà della Chiesa è gestito da suore o preti.

4. Abbattimento del 50% dell’IRES (Imposta sul Reddito delle Società) nei confronti di una serie di soggetti tra cui gli enti di assistenza e beneficenza e gli altri enti il cui fine è equiparato per legge ai fini di assistenza ed istruzione. Il reddito dei fabbricati di proprietà della Santa Sede è esente dall’IRES, mentre i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto e quelli esistenti nei cimiteri e loro pertinenze non vengono considerati produttivi di reddito, a prescindere dalla natura del soggetto che li possiede. Inoltre, gli immobili pontifici sono esenti da tributi sia ordinari che straordinari tanto verso lo Stato quanto verso qualsiasi altro ente.

5. A partire dal 1929, con la firma dei Patti Lateranensi, lo stato italiano si fa carico della dotazione di acqua per lo Stato Vaticano. Il gioco interessante arriva quando di mezzo ci si mettono le acque di scarico, perché Città del Vaticano si allaccia all’Acea, la società romana che gestisce le acque reflue, ma non paga le bollette, perché non riconosce la tassazione imposta da enti appartenenti a stati terzi. In soldoni, non riconosce Acea perché è “straniera”. Quando Acea si quota in borsa nel 1999 si trova a fare fronte nel bilancio a milioni di euro di crediti inesigibili, il Governo Italiano interviene e ripiana con la manovra finanziaria i 44 miliardi di lire di debiti relativi alla fornitura delle acque vaticane. Stessa storia nel 2004: lo Stato italiano tramite la finanziaria 2005 stanzia 25 milioni di euro subito e altri quattro dal 2005 per dotare il Vaticano di un sistema di acque proprie.

6. Le merci provenienti dall’estero e dirette alla Città del Vaticano o, fuori della medesima, a istituzioni o uffici della Santa Sede, ovunque situati, sono sempre ammesse da qualunque punto del confine italiano e in qualunque porto della Repubblica al transito per il territorio italiano con piena esenzione dai diritti doganali e daziari.

7. Ogni Regione, definendo l’entità ed i criteri di applicazione degli oneri di urbanizzazione che i Comuni devono adottare nel proprio territorio, attribuisce una percentuale di tali oneri per finanziare i centri di culto locali: ogni intervento di costruzione e di trasformazione edilizia da parte di cittadini o di gruppi societari, ad esempio la costruzione di una casa, è soggetta al pagamento di una tassa di concessione al Comune in cui tale intervento si svolge. Le opere di urbanizzazione secondaria ammettono scuole e asili, chiese, centri civici, parchi, impianti sportivi, parcheggi. Gli edifici di culto cattolico e gli oratori parrocchiali vengono quindi equiparati ad un servizio pubblico per i residenti, ricevendo una percentuale compresa all’incirca tra il 7% e il 10% degli oneri di urbanizzazione secondaria, a seconda dei regolamenti regionali.