Citazione

martedì 20 maggio 2014

tecnologia canaglia #13

Ed è successo. In realtà ne sono successe due. In realtà sono tre. La prima è che riscrivo qualcosa qui dopo... dopo... beh, dopo mesi.

La seconda è che mi è morto un portatile. Così, da solo. L'ho pure smontato sperando in qualcosa di banale. Niente.

La terza è relativo all'ennesimo telefono. Qui, a luglio del 2011, scrivevo di 7 telefoni in 11 anni. A questi se ne sommano altri 3 per arrivare a 10 in 14 anni. Considerando che l'ultimo è durato 2 anni (RECORD!) siamo davanti a un bel primato temo.

Com'è morto l'ultimo? Cadde e si spaccò lo schermo. Come morì quello prima? Cadde. Ma da molto in basso. E lo schermo si disintegrò e comunque aveva problemi con la batteria, problemi di memoria, problemi di droga. 

Quello prima? E' vivo. Fu cambiato per sfizio e ceduto ad altro utilizzatore. E a distanza di 3 anni è lì, a fungere da onesto furbofono di cortesia.

L'obsolescenza programmata mi fa un baffo mi fa.

lunedì 4 novembre 2013

1000 e più

Superati di un bel pezzo i primi 1000 km con il sig. Scott, ma qui gli aggiornamenti latitano e... insomma... lo sapete.

Due i problemi riscontrati: ho bucato due volte e si è allentato il cavalletto. Considerando che Looisona a questo punto s'era già fatta un mese d'ospedale direi che va alla grandissima.

Certo, purtroppo per la seconda foratura mi sono messo nelle mani di un ciclista ex macellaio e il risultato è stata una ruota da ricentrare.

Superato abbondantemente il primo anno di bici giornaliera (o quasi), posso anche lasciarmi andare a qualche considerazione sparsa:
  1. Andare in bici al lavoro continua ad essere divertente. E questo già non è poco. Le poche volte che sono stato costretto a prendere l'auto è stato leggermente fastidioso;
  2. Non sono più avvezzo agli ingorghi e questo ha avuto un influsso molto positivo sull'umore. Meno sulla capacità, una volta al volante, di districarmi nel traffico. A livello prettamente filosofico, perdere l'abitudine ad affrontare qualcosa di fastidioso penso sia una vittoria;
  3. C'è sempre un nuovo pezzo di percorso da scoprire e qualcosa da ottimizzare. Questo serve a tenere la noia lontana. Ma anche la possibilità di poter improvvisare percorsi diversi secondo i semafori che si incontrano non è da scartare, sarebbe bello riuscire a trovare un percorso tale da non dover mai mettere un piede a terra;
  4. Andando in bicicletta ho riscoperto il piacere di farmi quattro chiacchiere al telefono con gli amici. 
Di certo ci sono anche delle considerazioni relative al mezzo bicicletta da fare. 

La bici, per essere affidabile, va tenuta d'occhio con costanza e non si deve far l'errore di sottovalutare niente. Quindi gomme sempre gonfie, freni sempre reattivi e zero rumori strani. Può sembrare una rottura di palle, in realtà è questione di pochissimi minuti a settimana e, nella peggiore delle ipotesi, pochi euro di ciclista. Che poi se vogliamo è sempre meno di quanto si debba manutenere un'automobile, però è qualcosa che sto imparando a non sottovalutare.

In seconda battuta, come per tutto, è bene essere equipaggiati a dovere. Una pompa che pompi, un casco che non ti faccia sudare l'anima l'estate e via dicendo. Niente che debba essere acquistato tutto e subito però una buona attrezzatura aiuta a tenere sia la bici in forma che a tenere il morale alto.

In questo anno ho visto aumentare di molti i cliclisti in strada. Passando da una media di mezzo ciclista a chilometro arrivando agli attuali 2 a km. E questo nonostante piste ciclabili lasciate a sé stesse, traffico e concittadini ancora poco avvezzi alla presenza dei velocipedi per le strade. Segno che forse la strada intrapresa tanto pazza o sbagliata, alla fine, non è.

Dopo tutto questo tempo, posso anche dire con ragionevole certezza che le due più grandi iatture per un ciclista sono:

1. Le macchine in doppiafila. Sappiatelo quindi, ogni volta che lasciate una macchina parcheggiata in mezzo alla strada, Dio uccide un gattino ed un ciclista;
2. Le buche. Serve spiegare perché?

mercoledì 30 ottobre 2013

Spy vs Spy

Interrompo le settimane di silenzio parlando di spie.

Il mondo non aspettava altro, immagino. Ma comunque...

Ora sono tutti arrabbiati con Obama che faceva spiare questo e quello... addirittura indignati che facesse spiare i telefoni di Hollande e Merkel. Che detta così, in effetti, sembra roba forte. "Gli USA spiano i telefoni" suona roba brutta.

Ma, hey, alla fine... ma chi dovrebbe spiare l'intelligence americana? Obama dovrebbe ascoltare le mie telefonate e non quelle di un capo di stato? Magari lo fa, ma non penso che ottenga informazioni particolarmente utili, escludendo la ricetta della carbonara, forse.

Eh, ma si tratta di paesi amici. Suvvia, ancora a credere le favole, non ci sono amici, al più alleati di comodo. Fra l'altro la Merkel è pure nata nella parte sbagliata della Germania... 

A me personalmente, di tutta la faccenda, fa estremamente ridere il fatto che nessuno se ne fosse accorto, intendo nessuno dei servizi segreti degli spiati. Niente. Stipendi buttati. Quindi o parliamo di massima incompetenza o di tecnologia super avanzata sicuramente di origine extraterrestre in mano americana.

E immagino che Assange, almeno un po', se la stia ridacchiando.


giovedì 18 luglio 2013

Pacific Rim (Guillermo Del Toro)

Robottoni che picchiano mostri giganti.

Siete nati prima del 1970?

Siete cresciuti a suoni di Goldrake, Mazzinga, Jetta Robot, Gundam, Jet Robot, Gaiking, Daitarn 3, Daltanious, Vultus 5, Astrorobot e via dicendo?

Gozzilla vi dice niente?

Se la risposta è sempre stata qualcosa tipo "sì, cazzo!" allora questo è il film definitivo. Dopo Pacific Rim il cinema può finire. Nulla avrà più senso.

La trama è stupida e pure contradditoria? Avete letto, la prima riga? ROBOTTONI CHE PICCHIANO MOSTRI GIGANTI. Il resto è un mero dettaglio, un collante fra scene in cui ROBOTTONI e MOSTRI GIGANTI si scambiano PAPAGNE ENORMI.

Le chicchiere stanno a zero. Avrò 7 anni fino al prossimo mese. Guillermo Del Toro Re di Hollywood!

Sì, avrei potuto scrivere qualcosa di più, sicuramente di migliore, ma il sunto è che CI SONO ROBOT CHE PICCHIANO MOSTRI GIGANTI. E che sembrano robot veri, con le scritte un po' sbiadite, con le ammaccature, un po' usati insomma, come quelli con cui abbiamo giocato per anni.

mercoledì 17 luglio 2013

il sonno della ragione...

Era parecchio che non mi capitava. Intendo escludendo coliche e problemi notturni altrui che ti tengono sveglio artificialmente. Più o meno da quando ho capito che prendere non più di 1-2 caffè al mese mi rende sensibile alla caffeina. Per cui bastava bere più di un bicchiere di frizzantino della Georgia (sì, dai, la bibita con la lattina color babbonatale), per dire, per non dormire. 

La causa, questa volta, penso sia stato il tiramisù. Accecato dal demone della gola mica avevo fatto mente locale e ne ho ucciso a morsi un bel po'. Molto buono. Ne vorrei un po' anche ora. Ma forse non è proprio il caso.

E quando non dormo, mi giro e mi rigiro nel letto, in uno stato di veglia misto a sonno, in cui la mente genera mostri, solitamente entrando in agghiaccianti loop inverosimili quanto fastidiosi. Questa volta ero alle prese con una partita di cocaina che cercavo di nascondere spostandomi e rigirandomi nel letto e passando dal lato destro al lato sinistro del cuscino con il cugino di Tony Soprano a dirmi ogni volta "così si vede, se ti beccano gli sbirri finisci in galera e se ti beccano i narcos ti fanno un culo così".

E devo ammettere che non è nemmeno il più insensato loop in cui mi sono smarrito se posso addirittura descriverlo a parole. Solitamente mi perdo in immagini stressanti, sempre le stesse che mi obbligano a panarmi nel letto, assolutamente prive di senso al di fuori dello stato di sonno-veglia. I loop si cibano delle ansie fresche di giornata. Ricordo vagamente un loop a base di zombie dopo aver recuperato 2 stagioni di Walking Dead in 3 giorni ma di solito è sempre roba più di sonno che di veglia.

Basta fermarsi, leggere qualcosa, bere e tutto torna al posto giusto. Questa volta no, il loop è più di veglia che di sonno. E sul comodino ho l'ultimo di Saviano sulla cocaina, quindi andrei a nutrire il mostro, mi sà.

Una volta funzionava scrivere i Racconti Metropolitani per il blog. Ora non lo so, è tanto che non provo, ma quest'idea aggiunge allo stress anche un senso di colpa. Un'altra attività non conclusa che si è accumulata a tante altre: finire il trasloco del blog. E le sedie da ridipingere, il tavolo da ridipingere, i tarli da eliminare, il fascione della cucina da riparare, le finestre da sistemare, l'idraulico da chiamare, amici a cui telefonare, la barba da sistemare, le piante da curare... e fuori albeggia mentre una zanzara esige il suo tributo di sangue su un alluce. Troppo pigro, troppo stanco per fargliela pagare. Sfatto è il termine più corretto per descrivermi al momento.

Ma c'è un tiramisù che mi aspetta. Almeno la giornata non inizia così male.