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giovedì 29 marzo 2012

la vita, l'amore e le pecore nere



Ritorniamo a parlare di stili di vita alternativi. Perché? Perché ho avuto modo di conoscere le gesta di Davis Bonanni e del suo progetto pecora nera.


Gli attenti miei affezionati seguaci, ricorderanno (o almeno fatemi illudere che sia così) le mie invettive all’indirizzo di Simone Perotti e al suo pontificare un po’ pedante e, se me lo consentite, facilone sul downshifting. Sappiate da subito che non ripeterò la stessa manfrina per Davis. No.

Davis è un povero diavolo a tutto tondo, con un’idea da povero diavolo e con tutti i limiti, i dubbi e le domande di un qualsiasi povero diavolo. Ovvero, se Perotti pontifica col suo “ho abbandonato la vita del supermanager per fare lo skipper, l’insegnante di barca e lo scrittore, spendo solo 800 euro al mese”, Davis descrive quello che ha fatto, quello che fa, quello che gli riesce bene, quello che non gli riesce. Si mette a nudo, con onesta, senza nascondersi dietro o dentro a un personaggio. Soprattutto senza voler insegnare niente a nessuno, senza pontificare.

E l’esempio di Davis è più vicino, non parliamo infatti di un supermanager pagato eccessivamente che reagisce allo stress cambiando lavoro e città. Parliamo di un ragazzo che dopo 5 anni da perito informatico decide di vivere lavorando la terra. Non parliamo di uno che loda la sua capacità di vivere con soli 800 euro al mese, ma di uno che si rammarica di spenderne ancora 200 e che cerca una soluzione al problema.

La storia in fieri di Davis mi sta facendo riflettere e penso che dovrebbe far riflettere soprattutto quella generazione che non riesce a trovare sé stessa né il proprio spazio nel futuro. Forse il futuro è il ritorno alla Madre Terra, che è grande, e ha spazio per tutti.

martedì 12 maggio 2009

speranza al cioccolato


Nel mondo qualcosa sta decisamente cambiando e forse si può ancora sperare in una svolta:

C’era una volta Seeds For Change, una piccola azienda di produzione e informazione su cibo organico, agricoltura sostenibile e difesa dell'ambiente creata da un hippy noto come Howard-Yana Shapiro. Seed For Change vendeva sementi per l'agricoltura biologica e gli affari andavano bene, talmente bene che venne comprata dalla Mars che, per chi non lo sapesse, è la più grande azienda produttrice di cioccolato al mondo. Questo accadeva nel 1997, 12 anni dopo, la Mars ha annunciato che d'ora in poi tutta la sua produzione di cacao, vale a dire tanti sacchi di soldi seguirà le regole dell’economia sostenibile.
Shapiro parlando di questa svolta a Londra ha detto: "L'impegno ambientalista della Mars è senza precedenti in campo alimentare e i benefici per gli agricoltori del Terzo Mondo, per l'ambiente e per la natura saranno tangibili".

L’articolo completo lo trovate qui.

Per festeggiare, sfasciamoci il fegato con un po’ di tavolette Mars, M&M’s, Bounty e Twix!