Citazione

martedì 12 maggio 2009

speranza al cioccolato


Nel mondo qualcosa sta decisamente cambiando e forse si può ancora sperare in una svolta:

C’era una volta Seeds For Change, una piccola azienda di produzione e informazione su cibo organico, agricoltura sostenibile e difesa dell'ambiente creata da un hippy noto come Howard-Yana Shapiro. Seed For Change vendeva sementi per l'agricoltura biologica e gli affari andavano bene, talmente bene che venne comprata dalla Mars che, per chi non lo sapesse, è la più grande azienda produttrice di cioccolato al mondo. Questo accadeva nel 1997, 12 anni dopo, la Mars ha annunciato che d'ora in poi tutta la sua produzione di cacao, vale a dire tanti sacchi di soldi seguirà le regole dell’economia sostenibile.
Shapiro parlando di questa svolta a Londra ha detto: "L'impegno ambientalista della Mars è senza precedenti in campo alimentare e i benefici per gli agricoltori del Terzo Mondo, per l'ambiente e per la natura saranno tangibili".

L’articolo completo lo trovate qui.

Per festeggiare, sfasciamoci il fegato con un po’ di tavolette Mars, M&M’s, Bounty e Twix!

venerdì 1 maggio 2009

attack of the killer b's


Faccio i lavori in casa. Ok. Devo attaccare il bastone per le tende appena comprate. OK. Devo fare qualche buco sul muro. Ok. Prendo le misure. Ok. Poi voglio fare il pignolo e decido di verificare di non invadere il cassone della persiana. Tolgo il celetto. Dentro è buio. Vedo una sporgenza di cemento, con un po’ di buchi. Il tempo di pensare “ma che diavolo è? Sembra un alveare” e vedo una simpatica ape, pelosa e fiera, entrare in uno dei fori. Faccio finta di niente e richiudo il celetto.

E penso.
E Rifletto.
E provo a trarre conclusioni.
E fallisco.

Velocemente mi tornano in mente gli avvistamenti di api degli ultimi tempi e il cadavere di imenottero trovato nel secchio della vernice. Ma proprio sicuro che fosse un’ape? Boh. In fondo è stato un avvistamento fugace, forse ricordo male, forse ho visto solo quello che volevo vedere. Cerco risposte sul balcone. Ne trovo una bella consistente. Mi ronza attorno, poi si posa sul muro, si insinua fra il muro e la persiana. Era un’ape, al di là di ogni dubbio ragionevole.

Cosa fare? Chi chiamare?
Per ammazzarle so tutto, basta un qualche idrocarburo... un po’ di benzina, anche della banale acquaragia, ne metti un po’ in un contenitore aperto, vicino all’alveare e i vapori di benzina fanno il lavoro sporco.

Non tutti sanno che le api sono però una specie protetta, si tratta infatti di insetti fondamentali per l’ecosistema, non vanno uccise, se rompono le palle devono essere traslocate. Chi si chiama? I pompieri, che arrivano armati di apicoltore che scippa nido e colonia trapiantando il tutto in luoghi più consoni.

Chiamiamo i pompieri.

“Guardi, c’è stata una tromba d’aria, non può venire nessuno, siamo dietro tutte le segnalazioni che ci sono arrivate. Riprovi, sarà più fortunato”.

Il giorno dopo ci si riprova.

“No, non veniamo. Poi noi le faremmo fuori, chiamate un apicoltore”.

Non so voi, ma io di apicoltori non ne conosco. Allora ho chiamato il FAI, Federazione Apicoltori Italiani, dove una signorina molto gentile mi ha spiegato che gli apicoltori non vanno nelle case e che devo chiamare la protezione civile. Mi mette anche in guardia dal fatto che la protezione civile potrebbe anche dirmi di chiamare il FAI, ma io dovrò essere irremovibile.

Chiamo la protezione civile, vengo sballottato fra 5 interni, rimandato al centralino della Regione Lazio, ripassato alla protezione civile e poi al nucleo operativo della stessa. Qui mi dicono che loro ne sanno poco e che forse il Comune ha dei programmi appositi.

Chiamo il Comune di Roma dove una gentilissima operatrice si fa davvero in 4, ma alla fine può solo suggerirmi di chiamare un cellulare del WWF o l’Associazione Nazionale Apicoltori.

Al cellulare del WWF parte una segreteria telefonica. L’ANA si rivela essere di nuovo il FAI... qui almeno mi spiegano il problema: esisteva una convenzione fra la Regione Lazio (e quindi la protezione civile) e gli apicoltori che prevedeva proprio la soluzione al mio problema, purtroppo la Regione non ha onorato i suoi impegni (deduco monetari) e quindi gli apicoltori hanno sciolto la convenzione. E per le api? Provi a sentire il WWF.

Chiamo il WWF, risponde un’altra signorina, le racconto tutto e s’incazza. Non è possibile che tutti se ne freghino, le api sono importanti, una risorsa insostituibile, gli apicoltori hanno tutto da guadagnarci. Mi dice di chiamare il WWF Umbro perché lì ci sono tanti apicoltori o, in alternativa, quello del Lazio.

In Umbria non risponde nessuno.

Nel Lazio mi fanno lasciare il numero di telefono, forse, tramite contatti personali, riescono a mettermi in contatto con un apicoltore e darmi una soluzione.

A presto con il seguito, se ce ne sarà uno...

lunedì 20 aprile 2009

pirates


Ieri ho visto un film di fantascienza, niente di che. Me lo aveva passato un collega, in divx; in realtà mi aveva dato un hard disk pieno di roba fra cui questo film. La qualità del film era pessima, il video era stato ripreso al cinema, in Russia. Questo lo so perché in un paio di scene parlano in giapponese e il sottotitolo è uscito in cirillico. L’audio invece era in italiano, registrato al cinema.

Quindi, pensate, c’è tutta un’organizzazione di guitti che riprendono un film in un cinema a caso del mondo e lo passano ad altri guitti che vanno al cinema col registratore e che poi montano il tutto. La qualità del tutto ve la lascio immaginare... anche se ogni tanto ci sono chicche notevoli: ricordo una versione di Donnie Darko con risate e commenti sarcastici fuori scena che davvero dava una marcia in più al film.

Lo scopo? Spacciare per “lotta in nome delle libertà” la necessità di qualche sfigato di potersi vantare di aver visto tutti i film in circolazione.

“L’hai visto Minotauri Nottamboli?”
“Ehm, non ancora”
“Esce la settimana prossima”
“...”
“Ma te lo sconsiglio, meglio Plasma Zombie”
“Ma l’hai già visto Minotauri?”
“Si, è stato presentato alla stampa, ma non è niente di che. Brutta fotografia e colonna sonora non all’altezza”
“Ah... Venerdì invece vado a vedere Mitraglieri All’Inferno IV”
“L’ho visto ieri, carino. Di consiglio piuttosto Cistifellea Assassina più per l’interpretazione di Tony Capranica e la scena del tostapane nella lavatrice... che poi, come sai, è il prequel di Oriundi Connection Back To Hollywood, che ha il merito di essere stato diretto dai Cappelletti Bros...”.
“Ammazza, ma di cinema né capisci”

Il collega ha anche provato a fare il grosso, vantandosi di quello che mi aveva passato.

“T’o sei visto? Fico eh?”
“Ma manca il finale!”
“....ah....”

martedì 14 aprile 2009

io, imbianchino che son io


Per togliere la carta parate ci sono appositi solventi, che vanno benissimo a meno che non abbiate 6-7 strati di carta, magari attaccati al legno. Poi si deve preparare il muro, chiudere i buchi, sistemare le crepe, scartavetrare, ingessare. A questo punto si può stendere la prima mano di vernice, col pennello viene meglio, col rullo si finisce prima ma fate attenzione: se il muro non è in perfetto stato col rullo si rischiano casinacci.

Nota per il soffitto, se è verniciato a tempera e voi non usate la tempera state facendo un lavoro inutile: la vernice nuova staccherà la vecchia e farà cadere il soffitto a terra. Come ovviare a questo inconveniente ancora non lo so... dicono di procedere bagnando il soffitto con una spugna, rimuovere la vernice vecchia e via... a me non ha funzionato. Ho passato un intero pomeriggio appollaiato su una scala a raschiare il soffitto ma non è servito a molto, ho dovuto comunque dipingerlo tutto col pennello, invece che comodamente col rullo.

Altro accorgimento, ogni persona che lavora con voi dovrebbe essere dotata si scala, altrimenti si deve procedere a turni rallentando parecchio la tabella di marcia dei lavori.

Alla fine, la soddisfazione è direttamente proporzionale alla fatica, il problema è che i lavori non sono ancora finiti...

mercoledì 8 aprile 2009

le palle del capo

t0. Bisogna fare questo lavoro urgentissimo.
t1. C’è da fare questa cosa, infrettissima.
t2. E’ un’emergenza, questa cosa va fatta subitissimo.
t3. Devi fare questo di corsa.
t4. Senti, dovresti fare quest’altro, ma velocemente.
t5. Questo va finito ora.
t6. L’edificio sta andando a fuoco, fai subito questo.
t7. AAAHHHH! Questa cosa va finita entro ieri!
t8. Il capo del capo del capo del capo ha bisogno di questo entro domani mattina alle 5.
t9. Ma poi, il lavoro urgentissimo l’hai finito?

Non so come esprimere in altro modo una certa qual sensazione di incompletezza lavorativa...

giovedì 26 marzo 2009

Bestiarium #23


Tu prova a lasciarli liberi di indicare la propria nazionalità ed ecco cosa può uscire:

I
IALIANA
IATALIANA
IATALINA
IATLIANA
IITALIANA
IT
ITA
ITAALIANA
ITAIANA
ITAKIANA
ITALAIANA
ITALAINA
ITALANA
ITALANO
ITALIA
ITALIA
ITALIA\
ITALIAA
ITALIAMA
ITALIAN
ITALIANA
ITALIANA
ITALIANA
ITALIANA
ITALIANA
ITALIANA
ITALIANA
ITALIANA - AMERICANA
ITALIANA - SVIZZERA
ITALIANA ALBANESE
ITALIANA E DOMINICANA
ITALIANA E INGLESE
ITALIANA-AIRE
ITALIANA.
ITALIANA/AUSTRALIANA
ITALIANA/INGLESE
ITALIANA/TEDESCA
ITALIANA1
ITALIANAA
ITALIANAC
ITALIANAN
ITALIANE
ITALIANI
ITALIANIA
ITALIANNA
ITALIANO
ITALIANO
ITALIANO
ITALIAQNA
ITALIAZA
ITALILANA
ITALIN
ITALINA
ITALINANA
ITALLIANA
ITALO-ARGENTINA
ITALO-FRANCESE
ITALO-ROMENA
ITALO-SPAGNOLA
ITALO-SVIZZERA
ITALO/CANADESE
ITALOANA
ITALOINGLESE
ITALUANA
ITALY
ITLAIANA
ITLALIANA
ITLALIANA
ITLALINA
ITLIANA
ITRALIANA
ITSLIANA
IYALIANA

Più due codici fiscali.......

martedì 24 marzo 2009

la testa


Ieri ero per lavoro a Civitavecchia, chi non la conoscesse, sappia che è una città orrenda con l’unico pregio di avere il mare. Subito dopo pranzo ero, appunto, sugli scogli, quasi in riva al mare a godermi una giornata decisamente primaverile fatta di sole, temperatura perfetta e cielo azzurrissimo.

Davanti a me scogli, sassi e ciottoli oltre, ovviamente, al mare. Tutti i sassi e i ciottoli erano ricoperti da alghe verdissime, tutti tranne uno che da lontano sembrava completamente bianco. Aguzzo la vista, mi concentro, mi sembra che attorno a questo curioso sassone bianco dalla forma un po’ allungata ci fossero un sacco di mosche e moscerini.

Quel sasso sembrava proprio una testa, di mucca o di cavallo e in effetti quel candore era proprio color osso. Mi avvicino. Era una testa di vacca (o di cavallo, perdonate l’imprecisione, ma non è che avessi voglia di giocarci più di tanto) con ancora un po’ di carne attaccata buttata lì, fra i sassi a pochi metri dal mare.

Com’era arrivata lì? Perché? Da quanto? 

Mucca decapitata in mare? Avvertimento mafioso a pescatori e bagnati? Piraña a Civitavecchia?
Magari la prova che le ben note industrie del luogo non trattano propriamente petrolio?

Non saprei, la mia risposta è stata prima usare la testa di mucca come bersaglio per un allegro lancio di sassi e poi, frustrato dalla resistenza del teschio, partire alla volta di Tarquinia per proseguire con il lavoro della giornata.

mercoledì 18 marzo 2009

tecnologia canaglia #7


A casa ho tanti telecomandi, non fate finta di niente perché siete tutti nelle mi condizioni. Uno per il televisore, uno per il lettore dvd, uno per un decoder a caso, i telecomandi/joystik della wii, vari ed eventuali. Spesso mi sbaglio, ne uso uno al posto di un altro, questo magari questo a voi non capita a me invece si. Gente più sveglia di me ha pure comprato un telecomando universale da usare al posto di tutti gli altri, ma io mi fido poco. Fra l’altro in commercio ce ne sono alcuni davvero assurdi e che costano centinaia di euro, hanno lo schermo e sono giganteschi. Bah!

Di tutte queste trappolette, la mia preferita è quella del televisore. Grande, solido, funzionante e semplice da usare. Si, semplice, ci sono tanti tasti, ma ognuno ha una funzione ben chiara, descritta da un simpatico disegnino astratto sì ma non tanto da essere incomprensibile.

Discorso opposto per il telecomando del lettore DVD. L’infame attrezzo ha una forma banale, tasti gommosi (tipo quelli dello ZX Spectrum, per i trentenni che stanno leggendo) e con il vezzo di scolorirsi. Si, perché il genio che li ha progettati ha ben pensato di apporre il simbolo astratto rappresentate la funzione proprio sopra il tasto e di riempire letteralmente il telecomando di queste protuberanze gommose. Oltretutto i simboli sono per un 90% totalmente incomprensibili e premendo i tasti non succede nulla se non l’aumento del mio sgomento.

Il problema vero però è un altro: il telecomando ha una mentalità sua. Ogni tanto, per esempio, decide che i tasti con le frecce e il tasto “ok” non servono. Problema di batterie? Per niente, semplicemente freme di vedere il film, non gli interessano i sottotitoli, scegliere la scena o altre perdite di tempo, lui vuole solo vedere il film... non è un caso che l’unico tasto funzionante sia “play”. Per lo stesso motivo, quando non ne può più di un film decide automaticamente di spegnersi...

tu sei lì, che vuoi rivedere per la quinta volta di fila la scena dove Darth Vader dice “Luke, io sono tuo padre!” con Luke, appeso a una specie di colonna barocca futuribile e con l’espressione di chi non caca d un paio di settimane, che urla “Noooooooooo!”. Ecco, tu sei lì, vuoi rivedertela per goderti l’urlo pompato da tutte le tecnologie audio oggi a disposizione.... va indietro, vai troppo indietro, vai avanti veloce un pochino, poi premi play... e lui spegne tutto. Completamente. La sensazione è la stessa di quando hai una gran voglia di gelato, di un gusto in particolare, tipo puffo, cozze meringate o banana e catrama che prepara solo Quel gelataio che si trova a 10km di strada e tu prendi la macchina, ci arrivi davanti e scopri che è chiuso... magari per un motivo insulso, tipo “chiuso perché ho lasciato le chiavi a casa” o “torno subito dopo le ferie”. Insomma, la sensazione di mangiare un pugno di mosche.

A questo punto la beffa: il geniale progettista non ha dotato il telecomando di un pulsante per rimettere tutto in moto. Devi alzarti, pigiare su ‘on’ per poi scoprire che non puoi partire dall’ultima scena vista. Il dettaglio, secondo me sensazionale, è che il telecomando è comunque provvisto di un tasto ‘acceso/spento’ (diverso dal tasto ‘play’, intendo) che però serve solo per spegnere.

martedì 17 marzo 2009

watchman!


La realtà supera ancora una volta la fantasia.

"Essere un supereroe è il gesto più importante che si possa realizzare in un mondo arretrato come il nostro - ha spiegato -. Utilizzo le mie capacità salvando quel che resta da salvare e distruggendo quel che non rientra nel grande schema dell'equilibrio". Non l’ho letto da un fumetto, o meglio, si, è un fumetto da in carne ed ossa... non so come dirlo in modo serio... A parlare è nientepopò di meno che Entomo, l'uomo insetto, il primo vero supereroe italiano, anzi, napoletano. Non è un caso che la sua missione principale sia “Salvare il mondo dei napoletani”.

Entomo, ci tiene anche a farci sapere che

1. “non sono un mitomane”. E se lo dice lui....
2. “Pattuglio le strade della città di giorno e di notte”. Non dorme e non lavora, e questo è notevole, direi.
3. “Non sono un vigilante, non mi sostituisco alla legge”. E questo già ti fa presupporre che stia per arrivare la sparata...
4. “Fermo i piccoli crimini che posso fermare, altrimenti avverto anonimamente la polizia” . Ecco, immaginate Bat Man che chiama la polizia da una cabina del telefono.

Non finisce qui, come i Supereroi veri, quelli dei fumetti intendo, anche Entomo ha dei superpoteri. Qui non si scherza: “Come gli insetti posseggo riflessi incredibili, nonché alcuni talenti che la scienza tradizionale non può spiegare. So captare nelle persone sfumature psicologiche sconosciute ai più. Io chiamo questa facoltà ‘Parallelogramma’: nemmeno io la comprendo appieno”. 

Ma attenzione, Entomo ci fa anche sapere che “Io non amo la violenza gratuita e ingiustificata. Pratico il Krav Maga. Cerco di disarmare il nemico senza ferirlo. Molte volte ho affrontato dei teppisti basandomi sulla velocità. Generalmente desistono. Il costume gioca da diversivo”. Immaginate il mariuolo medio che si trova davanti Entomo col suo parallelogramma...

Ovviamente non finisce qui. Entomo non è solo, appartiene infatti al gruppo noto come Real Life Superhero (definito da alcuni come una sorta di Rotary della sicurezza), capeggiato da tale SuperBarrio Gomez (!) che coordina un gruppo di 200 (!!) eroi mascherati sparsi per il mondo (fatevi una bella cultura sul sito).

Ps. A chi si chiedesse cosa mai fosse il Krav Maga, è un’arte marziale dell’esercito israeliano...